La nostra madre fondatrice

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Barbara Micarelli nasce a Sulmona da Bernardino Micarelli e Celestina Santini;
penultima di sette figli. È battezzata nello stesso giorno, nella cattedrale “San Panfilo” di Sulmona.

Sempre in questa cattedrale l’8 luglio 1857 le viene amministrato il Sacramento della Confermazione da Mons. Giovanni Sabatino, Vescovo di Valva e Sulmona. Nel 1857 la sua famiglia si trasferisce a L’Aquila, città natale dei genitori. In questa città il 4 ottobre 1858 Barbara riceve la prima Comunione nel Convitto S. Paolo, dall’Arc. Mons. Luigi Filippi.

È una giovane ragazza quando una grave malattia bussa alla sua porta, ma viene miracolosamente guarita per intercessione di San Giuseppe, come lei stessa racconta:

Sui venti anni caddi gravemente malata. Sul punto di morire fui miracolosamente guarita dal glorioso San Giuseppe, mio specialissimo protettore. Con la guarigione ebbi la visione chiara e precisa di quel che dovevo fare negli anni di vita che il Signore misericordiosamente mi concedeva ancora: Consacrarmi al bene dei miseri, degli orfani, degli abbandonati, e per giunta divenire madre spirituale di anime col creare un Istituto di Suore che con me lavorassero nella Chiesa di Dio.

Sr Maria Giuseppa scopre che il tempo della vita lo si riceve come un regalo ed è qualcosa di così prezioso che l’unico modo per non sprecarlo è viverlo nella carità. Lì, negli occhi del prossimo, del più debole, riconosce Gesù da amare e servire.

Da quel momento che piacque al Signore negli scherzi della sua alta sapienza scegliere me, vilissimo ed inutile strumento mettermi all'opera di questa istituzione, ebbi la potente ispirazione che dal solo Padre san Francesco dovevo io ricevere lume, guida e sostegno. In quel momento mi sentii dal Padre san Giuseppe perfettamente rilasciata al Poverello d'Assisi.

In queste poche e precise parole, Barbara delinea chiaramente la sua vocazione:
vivere con le sue figlie la carità nella Chiesa, secondo la spiritualità francescana, seguendo le orme del Padre san Francesco, ispirandosi al mistero di Betlemme.

Sotto la guida di P. Eusebio da Pratola, seguita dalla cura pastorale e dal consiglio saggio dell’Arcivescovo di L’Aquila, mons. Luigi Filippi, inizia il suo nuovo cammino per rispondere all’Amore che la chiama a collaborare per la edificazione del suo Regno nel mondo. Il Signore la chiama alla consacrazione sulla strada di San Francesco d’Assisi.

“Meno che un nulla per cominciare”, così sr Maria Giuseppa descrive i suoi primi passi a L’Aquila e poi, anno dopo anno, altre donne si uniscono al suo cammino dando così origine all’Istituto delle Terziarie Francescane di Gesù Bambino. Si forma una fraternità di sorelle convocate dal disegno provvidente del Padre che le vuole come segno tra gli uomini di quell’Amore che ha scelto la piccolezza e la fragilità di un bambino per raggiungere ogni creatura.

Da Barbara a suor Maria Giuseppa

É l’inverno 1879, il freddo è rigido e le condizioni di salute di Barbara non sono delle migliori.
P. Bernardino consiglia alla sua figlia spirituale di rimandare il giorno della sua vestizione per attendere un clima più mite… Barbara non può aspettare:

Sia oggi la primavera fortunata e mi permetta condurmi costà. Quel Dio di domani è anche adesso. Iddio è la mia primavera, la mia vita e salute. Compiere la sua volontà è l’unico mio respiro.

Così nel Natale 1879 riceve l’abito dello stesso padre Bernardino da Portogruaro, Ministro generale dei Frati Minori nella Cappella delle Suore della Compassione in Roma, prendendo il nome di suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino e dando così origine all’Istituto delle Terziarie Francescane di Gesù Bambino.

“Essere tutte del nato bambino di Betlemme”, in una lettera alle sorelle ripete questo invito e mostra che le radici del suo cuore e del suo “Sì” affondano nel mistero di umiltà e carità del Natale. Tutta la sua cura è rivolta ai poveri, i piccoli, coloro che vivono ai margini, gli orfani, i malati.

Alla vestizione di Sr. Maria Giuseppa seguono, nel febbraio 1880, quella della prima figlia spirituale, Caterina Vicentini, che prende il nome di sr. Maria Francesca di san Giuseppe e, nel marzo successivo, quella delle prime sei compagne, tra cui la sorella Carmela.

Il seme gettato continua a crescere e prepara una ricca fioritura. La piccola fraternità incarna l’ideale evangelico di sr. Maria Giuseppa in uno stile di vita povero, semplice, gioioso che riporta agli inizi del francescanesimo. D’altronde il desiderio della Madre da subito è quello di “essere francescana dell’osservanza” (lett.162).

Il coraggio di tutti i giorni​

La famiglia che si costituisce attorno a suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino è un piccolo gruppo di giovani donne che vedono in lei sostegno, guida. I problemi da affrontare sono tanti e vanno dall’accoglienza delle postulanti, la cura delle suore alla necessità di provvedere ai bisogni delle piccole bambine accolte.
Questo non frena l’entusiasmo degli inizi che si concretizza in un coraggio quotidiano, una fiducia nella provvidenza che non farà mai mancare i mezzi per vivere giorno per giorno.
La fioritura non si fa attendere: fallita l’apertura di una casa a Roma, nel novembre 1885 apre la casa di Guardiagrele (Chieti): è il primo germoglio della nuova Istituzione; nell’agosto del 1888 quella di Santa Maria degli Angeli – Assisi, all’ombra della Porziuncola dove la Madre si trasferisce con altre sorelle e dove porta il noviziato.

Le prime difficoltà
e l’allontanamento in Sardegna

Il seme che porta frutto

Passano pochi anni da quel povero inizio ma ben presto, dopo un primo periodo di fioritura e di entusiasmo arriva il tempo della prova, in cui l’infermità della salute di sr Maria Giuseppa è aggravata dai tanti ostacoli e dalla inspiegabile ostilità di chi le è attorno. A Dio che l’ha voluta nella Chiesa fondatrice e Madre risponde con l’offerta amorosa e umile di tutta se stessa; per Lui soffre pagando di persona il male ricevuto ed in cambio l’Amore la trae a sè lungo il sentiero della Croce. Da quel mistero di Amore e Dolore trae la luce per continuare il suo cammino di carità e sevizio continuo ed instancabile ai poveri.

Nel 1894 venne costretta a dimettersi da Madre Generale e, con l’occasione di aprire una casa in Sardegna, viene allontanata dall’Istituto. Là si ammala gravemente e, pur chiedendo numerose volte di tornare in Assisi, non riceve risposta.

Nella primavera del 1909 torna a S.Maria degli Angeli ma invano bussa alla porta di casa perché le sorelle non la accolgono. Sale, allora, in Assisi dove viene ospitata dalle Suore Francescane Missionarie di Assisi e nella loro casa muore perdonando e chiedendo perdono il 19 aprile 1909.

Così, come povera creta nelle mani del Padre, sr Maria Giuseppa di Gesù Bambino fu resa conforme all’Amato, facendo risplendere nel suo volto gli stessi tratti di Cristo Signore che brillano nella grotta di Betlemme.

creta nelle mani del Padre