Spiritualità francescana

Home|Chi siamo|Spiritualità francescana

Essere figlie del serafico padre San Francesco

Nell’Assisi del 1200 un giovane, Francesco, scopre che il suo sogno di felicità e di vita piena si realizza seguendo la vita povera del Signore Gesù.

Da quando nello sguardo del Crocifisso della chiesetta di San Damiano aveva incontrato l’Amore di Dio che si fa dono fino alla fine sulla croce, il suo cuore si lascia attrarre dalla sola bellezza che può vincere la morte e che ci fa attraversare con Lui ogni morte: l’ardente carità dei Figlio di Dio.

Lungo i secoli tanti sono stati gli uomini e le donne che hanno scelto di vivere seguendo l’esempio di Francesco di Assisi e una di loro è anche la nostra Madre Fondatrice tanto da definire se stessa e le altre sorelle come “sue vere figlie”.
Sr Maria Giuseppa e le sorelle, seguendo la via del Poverello di Assisi volevano essere un riflesso di quella luce che il Santo ha lasciato al mondo e che ancora, dopo più di 800 anni, continua ad illuminare i passi di molti.

sue vere figlie

Spiritualità

San Francesco volle vivere come Gesù, libero da ogni possesso, per amare come Lui ha amato. Così un giorno si spogliò di tutto e, sulla piazza di Assisi, davanti al Vescovo, ridonò tutto quello che aveva al padre Pietro di Bernardone.

Francesco lasciò tutte le sue ricchezze per vivere da povero tra i poveri, con il cuore semplice e lieto dei mendicanti di Dio e da “re delle feste” si fece servitore degli ultimi, degli esclusi, dei lebbrosi, contemplando il mistero di “colui che volle nascer Bambino per farsi amare e non temere”.

Vangelo

La ricerca di ammirazione e dei primi posti che aveva spinto il giovane San Francesco d’Assisi si trasforma in passione per l’annuncio del Vangelo che lo muove sulle strade del mondo a proclamare la misericordia del Padre, la Pace e il perdono.

É il centro della spiritualità francescana tanto da essere l’incipit della Regola di vita che Francesco lascia ai suoi frati.

Fraternità

“il Signore mi dette dei frati” (ff 116).

La fraternità per Francesco è un dono inatteso e non da subito facile da accogliere perché porta ad una situazione nuova: i fratelli sono donati, non si scelgono né si posseggono, ma solo possono essere accolti e amati così come sono, con le loro debolezze e diversità.

La dimensione fraterna è costitutiva dell’esperienza di Francesco e della sua proposta cristiana: egli ha scoperto Dio nell’incontro con i fratelli lebbrosi e poi, ancora, nell’incontro con i suoi fratelli frati. Solo attraverso i fratelli che lo circondano, Francesco comprenderà la propria vocazione a vivere secondo la forma del santo Vangelo.

Minorità

L’ardente e audace amore del Poverello di Assisi per il Signore le mostra la via della Perfetta Letizia ai suoi discepoli e nel misterioso disegno del Padre fa ricalcare a sr Maria Giuseppa in tutto e fino alla fine la via del Santo.

Per lei non è solo il saio francescano, che riceve dalle mani dell’allora Padre Generale dei frati Minori (Padre Bernardino a Portogruaro) ad essere segno di profonda appartenenza al carisma francescano, ma è il riconoscere in ogni fragilità, come nei lebbrosi per Francesco, il luogo dell’incontro con Dio, del suo manifestarsi agli uomini.