Giornata di ritiro

"Desiderare lo spirito del Signore e la sua santa operazione”

In questa domenica 14 aprile, tutte le sorelle capitolari, dopo la preghiera comunitaria del mattino, ci siamo prese del tempo per prepararci a vivere la Celebrazione Eucaristica in Porziuncola, presieduta dal mons. Rodolfo Cetoloni, affidando alla Madonna degli Angeli e a san Francesco tutto il lavoro capitolare.

Nel pomeriggio abbiamo accolto p. Carlos Salto OFM, che ci ha presentato alcuni spunti per un’introduzione spirituale al Capitolo, col tema: “Desiderare lo spirito del Signore e la sua santa operazione”. Dopo il benvenuto da parte della Madre generale, sr. Lilia Agnese Contini, egli ci ha introdotte al tempo di ritiro e silenzio che vivremo da questo pomeriggio e nella giornata di domani, per meglio disporre il cuore e la mente all’ascolto dello Spirito che abbiamo fiducia, presiederà i lavori capitolari.

Nella ricorrenza dell’ottocentenario del presepe di Greccio e delle Stimmate, ciò che accomuna i due luoghi è il mistero dell’Incarnazione. Un invito dunque a fare discernimento, a metterci all’ascolto dello Spirito per cercare modi e vie per incarnare il carisma nel tempo presente, consapevoli che la vita del Risorto è più forte delle fragilità personali e istituzionali. Ci ha incoraggiato a fare spazio dentro di noi alla presenza dello Spirito che guida la Storia ed entrare in un profondo silenzio. La preghiera, infatti, è quel luogo privilegiato dove il desiderio di Dio e nostro possono intrecciarsi e condurci a cercare e fare la Sua volontà.

”...entrare nel silenzio per un vero discernimento..."

Da questa sera fino a domani sera (15 aprile) vivremo un tempo di ritiro. Padre Carlos ci ha invitato a lasciarci ispirare da un brano di Fratelli tutti che, attraverso sette verbi, sintetizza il vero dialogo che guida un discernimento autentico:

Avvicinarsi, esprimersi, ascoltarsi, guardarsi, conoscersi, provare a comprendersi, cercare punti di contatto, tutto questo si riassume nel verbo dialogare”. La mancanza di dialogo impedisce la ricerca del bene comune, favorisce l’egoismo individuale e di gruppo, inevitabilmente procura violenza, sopraffazione, emarginazione, disprezzo di chi è diverso

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