Gli ambiti della missione

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Il fine di questa novella istituzione è amare Gesù nel prossimo e il prossimo in Gesù.

La nostra tensione missionaria ha molti volti ma un cuore unico e unificante: parte dall’incontro con Cristo e ha un forte carattere relazionale.

Ci mantiene nello stesso viaggio vissuto da Gesù nella sua incarnazione: viaggio tra Dio e i fratelli, poli della carità ricevuta, vissuta, condivisa. Per questo ogni incarico o impegno affidato alle sorelle permette di faticare allegramente” ovvero di lavorare con impegno per donare un bene ma anche gioire della possibilità di essere testimoni e strumenti dell’incontro con Dio, destinatarie della sua benevolenza e tenerezza che continua a parlarci anche attraverso le storie di quanti – grandi e piccoli- incontriamo e serviamo. 

molti volti ma un cuore unico

Pastorale

Chiamate a lavorare nella Chiesa in fraternità, ci sentiamo, come Francesco, inviate a “riparare la sua casa”.

Il servizio pastorale rende viva la nostra missionarietà nella Chiesa per evangelizzare con la testimonianza della vita, la parola e le opere. 

Inviate ad essere collaboratrici della gioia dei nostri fratelli, raggiunte dalla grazia della Parola che salva e partecipi dell’azione pastorale della Chiesa rispondiamo, per quanto possibile, alle necessità delle comunità locali. Lo facciamo in particolare nell’animazione liturgica, nella catechesi, nella formazione degli operatori pastorali, nella attenzione alle famiglie, nel ministero straordinario della comunione, nella pastorale sanitaria e carceraria, nella nuova evangelizzazione, nella accoglienza e cura dei giovani universitari, nella pastorale giovanile e vocazionale.

Questo servizio, radicato nel cuore dell’esperienza fondazionale, si è sviluppato e arricchito negli ultimi decenni; continua oggi ad interpellarci sollecitando la nostra responsabilità e creatività. 

Nel corso della nostra storia, ogni fraternità è rimasta aperta ai piccoli e ai giovani, in atteggiamento di ascolto, accoglienza; abbiamo sviluppato, stimolate dai differenti contesti, dalle situazioni concrete, dalle necessità incontrate, dalle nostre risorse e competenze, una pluralità di presenza e azione nel servizio.

Essere francescane missionarie di Gesù Bambino ci spinge a puntare lo sguardo sull’Incarnazione del Figlio di Dio, per cui Gesù di Nazareth diventa per noi il riferimento per conoscere, amare, servire il mistero di Dio e quello dell’uomo anche nel servizio di pastorale giovanile vocazionale.

Di fronte alle povertà che feriscono la dignità dei fratelli e li rendono miseri o li fanno sentire abbandonati, come accadde nel tempo della fondazione, accogliere e camminare accanto a chi vive il tempo della maturazione umana culturale e vocazionale è la nostra missione: ci permette di esprimere l’identità.

Avviene così di affiancare il percorso di ricerca della pienezza di vita di chi non ha conosciuto il Signore Gesù; di chi ha fatto esperienze dispersive rispetto alla fede, di chi fa fatica a trovare il senso e il cammino concreto per la propria esistenza e ne sente il peso, anche quando non riesce a inquadrare o verbalizzare con esattezza i termini della propria “povertà”, di chi vive alienato da sé, di chi ha perso ogni riferimento.

Spesso l’impegno nel settore della pastorale giovanile coincide con un vero percorso di evangelizzazione e in questo ambito cerchiamo di condividere, gratuitamente, il bene che, gratuitamente, il Signore ha riversato sulla nostra vita, consapevoli che la testimonianza di una vita consacrata appassionata e autentica costituisce il primo e più credibile annuncio al quale i giovani sono molto sensibili e davanti al quale non esitano ad interrogarsi. 

La figura di un adulto credente e saldo nella propria vocazione che abbia disponibilità di tempo e competenza per aiutare i giovani a camminare verso il compimento della vita è molto preziosa, in un mondo in cui si sperimentano varie forme di orfanezza e la difficoltà a scegliere: è un vero servizio, come già ci indicava la madre fondatrice, di maternità spirituale che sostiene nella affascinante proposta del Vangelo: rinascere dall’alto.

Nel servizio di pastorale giovanile vocazionale, non siamo coinvolte soltanto a livello personale, ma anche in quanto “fraternità capaci di annunciare l’amore possibile”.
Tutte siamo chiamate ad essere collaboratrici con la fedeltà alla vita consacrata, nella generosa offerta di noi stesse, con la preghiera fiduciosa di intercessione e con una operosa creatività.

rinascere dall'alto

Educazione

Contemplando il mistero del Dio fatto Bambino, che ha scelto di abitare in mezzo a noi e percorrere tutte le tappe della crescita, non possiamo che credere e dare fiducia al futuro… 

Storia e denominazione dell’istituto ci conducono a vivere la passione educativa accostando di preferenza i piccoli e i giovani che camminano verso la pienezza della vita e ponendoci al servizio della loro crescita umana, cristiana e culturale. 

Riconosciamo nell’ambito educativo la “chiamata ad una missione di carità”. Nell’opera educativa facciamo nostra la pedagogia dell’amore della Madre Fondatrice, che ci esorta ad «essere tutto amore» (Leg. I, 76), ad amare e a farci amare come Gesù Bambino. La nostra azione, in questo ambito, risponde ad un invito e ad un impegno perenne della Chiesa ed è sostenuta e orientata proprio dall’esempio di suor Maria Giuseppa, che ha vissuto e proposto una sua originale “pedagogia della carità”. Nelle esperienze di servizio alla crescita si è sempre avvicinata a ciascuno con umiltà, con fiducia, nella certezza che attraverso l’opera educativa si potesse realizzare “la riforma, la conservazione e il bene della famiglia e della società intera” (1R167).

Cerchiamo di curare, nei nostri ambienti educativi, un clima di famiglia, di semplicità francescana, di cordiale accoglienza, di ascolto e di dialogo sereno e rispettoso che favorisca la collaborazione tra i membri della comunità e il collegamento con la fraternità. Il nostro impegno è sorretto dalla concezione dell’educazione come processo che coinvolge “tutto” l’uomo nel corso della sua “intera” esistenza.

In particolare oggi siamo impegnate:

  • Nella scuola dell'infanzia e centro gioco, scuola primaria e secondaria di primo grado
  • Nell' insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie di secondo grado
  • Nell' insegnamento di varie discipline nelle facoltà teologiche
  • Assistenza ai minori
  • Collegi universitari
  • Catechesi parrocchiale

Ma la “pedagogia della carità” che abbiamo ricevuto da suor Maria Giuseppa e dalle sorelle e che desideriamo portare avanti va oltre la scuola, è attenta ad ogni età e ad ogni persona.

Si propone, infatti, come servizio offerto alla persona per consentirle di coltivare e di esprimere il proprio potenziale umano e aiutarla ad aprirsi al rapporto con se stessa, con gli altri e con Dio.

pedagogia della carità

Accoglienza

Accogliere qualcuno presso di sé è molto più che accettarlo, comporta condividere e mettersi in discussione per offrire uno spazio di vita, farsi casa per colui che chiede. Accogliere è affinare lo sguardo perché attraverso il proprio possa comunicarsi quello del Padre.

A partire dalle prime case aquilane, da subito troppo strette per offrire un ricovero a tutti coloro che ne necessitavano, madre Maria Giuseppa ha fatto dell’accoglienza un progetto e uno stile di vita. Casa come ristoro, luogo dove ciascuno può condividere, nella gioia del ritrovarsi, la bellezza come le fatiche di ogni giorno, luogo familiare di crescita, la casa è sicuro rifugio; aperta a chi ne è privo, la casa diviene accoglienza.

Dell’accoglienza madre Maria Giuseppa fece un gesto abituale, familiare, spontaneo e desiderò che fosse il tratto distintivo della missionarietà delle sue suore.

È dal mistero di Betlemme che il carisma della carità riceve luce e forza. L’amore contemplato nella “felice grotta” diviene ragione di tutta la sua vita, interamente spesa con la radicalità e nella minorità di San Francesco per “amare Gesù nel prossimo e il prossimo in Gesù”.
È dal suo profondo amore per Dio che scaturisce in lei urgente il desiderio di servire il prossimo: è sull’amore per Dio che si misura l’amore per l’uomo e su quello per l’uomo si misura quello per Dio.

L’amore diventa dono, la carità si fa casa; quella stessa carità che oggi le sue figlie testimoniano nella vita delle fraternità e che ciascuno può sperimentare nei luoghi di accoglienza, dove, nello stile semplice e sobrio di Francesco, ciascuno può trovare ascolto e vicinanza, ristoro e pace per riprendere o rinnovare il proprio cammino.

Con gli ultimi

Annunciamo il lieto messaggio ai poveri attraverso un ministero di carità, memori delle parole del Signore:

Ciò che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me.

e sull’esempio di Francesco che in tutti i poveri riconosceva Cristo.

La chiara consapevolezza della Madre Fondatrice di doversi:

consacrare al bene dei miseri, degli orfani, degli abbandonati.

Si impegna a porre i più poveri al centro del nostro ministero caritativo e ad essere evangelicamente presenti nelle situazioni di emarginazione.

Il Dio Uno e Trino ci consacra e ci invia ai fratelli, per servirli in Gesù e per rivelare loro l’amore misericordioso del Padre, sull’esempio dell’usare misericordia di san Francesco, e dell’essere tutto amore di Madre Maria Giuseppa di Gesù Bambino. Il nostro ministero di carità predilige, nello spirito della Madre Fondatrice, i fanciulli soli, privi di affetti familiari, in difficoltà, per esprimere loro in modo particolare l’amore di Cristo. È aperto alle necessità e urgenze della Chiesa e del mondo, nulla cercando che servire Gesù nel prossimo e il prossimo in Gesù.